mercoledì 10 giugno 2020

GIANNI AMELIO E IL FILM SU CRAXI. HAMMAMET. RECENSIONI

G. ARNONE, CINEMATOGRAFO.IT - https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/hammamet/63554/

M. MANCUSO, IL FOGLIO
https://www.ilfoglio.it/nuovo-cinema-mancuso/2020/01/10/video/hammamet-295857/

P. MEREGHETTI, CORRIERE.IT
"Hammamet è un film su Craxi. O forse non lo è. Meglio: forse non lo vuole essere (...)"
https://www.corriere.it/spettacoli/20_gennaio_08/contraddizioni-craxi-3b370890-3240-11ea-bc0f-5b1ee8f7f455.shtml




C. BATTOCLETTI, IL SOLE 24 ORE
https://www.ilsole24ore.com/art/hammamet-non-spiega-craxi-ACkytUAB
(...) Hammamet spiega l’intelligenza politica di Craxi, racconta come sotto il suo governo l’Italia sia diventata la quinta potenza mondiale, ma non chiarisce che il giro d’affari della corruzione era da capogiro, valutato dall’economista Mario Deaglio attorno ai 10mila miliardi di lire all’anno, con un indebitamento pubblico tra i 150mila e i 250mila miliardi di lire e interessi annui sul debito quantificabili tra i 15e i 25mila miliardi. Senza contare che le conseguenze degli accordi fra imprese e politica azzerarono la libera concorrenza sul mercato, dilatando i costi delle opere pubbliche. (...)

G. ZOPPELLO, CINEMATOGRAPHE
(...) C’erano diverse strade seguendo le quali Gianni Amelio poteva scegliere di raccontare Bettino Craxi, figura colossale ed oscura della nostra storia, della nostra epoca.
Il regista ha scelto un percorso ibrido, oggettivamente poco chiaro, a metà tra il surrealista, il metaforico e il biopic puro, che onestamente a mente fredda lascia abbastanza sorpresi (ma non positivamente). (...)

https://www.cinematographe.it/recensioni/hammamet-recensione-film/

A. SPINIELLO, SENTIERI SELVAGGI
(...) E se, nonostante tutto, fosse questo il segreto del film? Riconoscere la normalità di un uomo a suo modo “straordinario” e riconoscerla nel suo fallimento, nell’ineluttabilità della malattia, nell’impotenza a dar corpo ai sentimenti, nell’incapacità di comprendere e farsi comprendere, al di là della dittatura bulgara del consenso. Ma non solo…(...https://www.sentieriselvaggi.it/hammamet-di-gianni-amelio/

A. PIZZUTO, SIPARIO
(...) Quanto a Pierfrancesco Favino, avvaliamoci della sospensione di giudizio, mentre è in moto la riflessione dirimente fra “interpretare” e “farsi clone” (ad alto virtuosismo di trucco e mimesi): vexata quaestio sin dai tempi in cui erano in tanti a considerare “perfetto” l’Aldo Moro (anche lì in incognito) di Volontè, in “Todo modo” di Pretri, mentre noi ammiravamo la soggettiva reinvenzione di Herlitzka in “Buongiorno notte” di Bellocchio.  
https://www.sipario.it/recensioni/rec-cinema/item/13015-cinema-hammamet-di-gianni-amelio-pareri-discordi-sul-film-di-gianni-amelio.html

M. GALLI, CLOSE UP
(...) Semplicemente sgradevole risulta, sempre per restare alle scene conclusive, il cabaret simil-Bagaglino. Insomma malgrado Amelio, malgrado Favino, non è affatto un buon film, né la parte più squisitamente documentaria e nemmeno le sequenze di finzione.
http://www.close-up.it/hammamet,14772





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