lunedì 14 settembre 2026

CINEMA RIVOLUZIONE SESSANTOTTO. ONORI D., Il Doppio della Rivoluzione: “Partner” di Bertolucci e il fallimento antropologico del Sessantotto, CSRL, 12.09.2026

 Attraverso l’analisi di Partner (1968) di Bernardo Bertolucci, questo articolo propone una rilettura critica del Sessantotto da una prospettiva storico-culturale e cattolica. Il film, ispirato liberamente a Il sosia di Dostoevskij, mette in scena la scissione dell’uomo moderno tra desiderio rivoluzionario e incapacità di trasformazione autentica. Lungi dall’essere soltanto una testimonianza della contestazione studentesca, Partner rivela le contraddizioni profonde del progetto sessantottino: l’illusione di una liberazione senza verità, la riduzione della politica a gesto simbolico, la dissoluzione dell’identità personale e il rifiuto di ogni autorità trascendente. Il film appare oggi come una diagnosi involontaria dei limiti spirituali e antropologici della rivoluzione culturale del 1968.

Daniele Onori


domenica 6 settembre 2026

ANNIVERSARI. I 100 ANNI DI METROPOLIS. DAMATO C.D., Metropolis ha compiuto un secolo. E non ci siamo salvati dalla distopia, DOMANI, 2.09.2026

 Un secolo fa Thea Von Harbou pubblicava Metropolis e un anno dopo usciva al cinema l’adattamento diretto da suo marito Fritz Lang. Un film monumentale che continua ad ispirare altri artisti e a interrogare psichiatri e filosofi. L’esoterismo mistico-gotico del romanzo si trasfigura nella fantascienza tecnologica nel film.



Thea Von Harbou, sceneggiatrice del film di Lang, mantiene tuttavia la stessa spiritualità idealista in tutte e due le opere. Metropolis influenzerà negli anni altre pellicole, da Blade Runner a Povere creature.

sabato 22 agosto 2026

ANNIVERSARI. DIRTY DANCING 40 ANNI DOPO. MARCHESI T., I quarant’anni di “Dirty Dancing”, un manifesto radical sotto mentite spoglie, DOMANI, 15 AGOSTO 2026

 Sembra immortale, intramontabile, perché è perfetto. Soprattutto perché sotto una patina da period romance calpesta stereotipi con furia iconoclasta. Dirty Dancing è un guilty pleasure che contrabbanda politica: coniuga lotta di classe e desiderio, emancipazione femminista e heartbeat sfacciato, mambo e sfruttamento capitalista

Primo ciak il 5 settembre 1986. Non è una data da targa di bronzo. Nemmeno da annali del cinema. Eppure l’oggetto che inizia a prendere forma nel Mountain Lake Lodge, venerabile resort sulle Appalachian Mountains della Virginia, da quarant’anni provoca dipendenza. A nome delle generazioni di donne colpite da questo virus inestirpabile, prego perché non arrivi mai un vaccino anti Dirty Dancing. Non è un film, è una metastasi benigna. Sembra immortale, intramontabile, perché è perfetto. Lucidamente sovversivo cioè, e senza data di scadenza.


sabato 9 maggio 2026

LE CITTA' DI PIANURA. D'ORRICO A., È Scarpa il più grande di tutti, i necrologi a volte rasserenano, DOMANI, 25.10.2025

 Gigi Morabito scrive: «Ho letto la sua ultima rubrica. Ma perché sconsiglia il film Tre ciotole? A me è sembrato bello (non ho letto il libro di Michela Murgia, ma mia figlia dice che è splendido)».


DAVID DONATELLO. LE CITTA' DI PIANURA. MARCHESI T., La lost generation del Veneto: ecco il film più bello di Cannes, DOMANI, 21.05.2025

 Le città di pianura di Francesco Sossai è uno dei due film italiani nella sezione Un Certain Regard del festival. Cinematograficamente, è un UFO. Ma è più calzante il termine “unicorno”. È una creatura cinematografica di fantasia che non appartiene a nessun genere o specie censita. Racconta per immagini l’imbarbarimento di un paesaggio. Quello veneto. Annota istantanee e unisce i puntini, in un viaggio a tre che da lontano richiama Il sorpasso



mercoledì 22 aprile 2026

CAMUS, LO STRANIERO. LE CONSIDERAZIONI DI J-P. SARTRE, SITUATIONS I, 1947

 Il documento è un'analisi critica di Jean-Paul Sartre sull'opera L'Étranger di Albert Camus, pubblicata nel 1942. Sartre esplora il concetto di "assurdo" che permea il romanzo e lo collega alle idee filosofiche espresse da Camus nel suo saggio Le Mythe de Sisyphe. Secondo Sartre, il protagonista Meursault incarna l'uomo assurdo, che vive senza illusioni, senza speranza e senza cercare giustificazioni razionali per la sua esistenza. Meursault è descritto come un "innocente" che non si conforma alle norme sociali, vivendo nel presente e rifiutando le convenzioni emotive e morali.

Sartre analizza la tecnica narrativa di Camus, caratterizzata da frasi brevi e disgiunte che riflettono la discontinuità del tempo e l'assenza di causalità nel mondo assurdo. Il romanzo è presentato come una successione di momenti isolati, privi di legami significativi, che mettono in evidenza il disordine e la casualità dell'esistenza umana. Nonostante ciò, Sartre riconosce che L'Étranger è un'opera classica e ben strutturata, che, pur trattando dell'assurdo, mantiene un ordine intrinseco.



Infine, Sartre confronta lo stile di Camus con quello di autori come Kafka e Hemingway, sottolineando le differenze e le somiglianze. Mentre Kafka esplora la trascendenza impossibile, Camus si concentra sull'assenza di trascendenza e sul caos del mondo. Sartre conclude che L'Étranger è un'opera che, pur non essendo un romanzo tradizionale, si avvicina al genere del racconto filosofico, simile ai lavori di Voltaire.

SINTESI DEL TESTO FATTA DALL'ASSISTENTE AI DI ADOBE