Scomparso a settanta anni dopo una lunga e grave malattia, come indica il comunicato dell’European Film Academy, Béla Tarr, ungherese, è stato uno dei più importanti cineasti europei, amato dalla critica e (purtroppo) ancora poco noto al grande pubblico. In Italia ha avuto tra i suoi ammiratori Enrico Ghezzi che più volte ha proposto le sue opere nelle lunghe e bellissime notti di Fuori orario.
Tarr ha rappresentato una voce unica, forte e straordinariamente originale che ha trovato il suo pieno compimento in quello che viene definito il suo più grande capolavoro, Sátántangó del 1994. Il film epico anche nella sua durata, oltre sette ore, nasce dal romanzo del premio Nobel ungherese (e amico) László Krasznahorkai che ne scrive anche il soggetto.
