venerdì 21 aprile 2023

CINEMA E RESISTENZA. NUGARA S., La lotta di Liberazione attraverso il racconto del cinema italiano, DOMANI, 21.04.2023

 Interrogarsi sul rapporto tra cinema e Resistenza in Italia significa esplorare le forme e i modi in cui, dal finire della guerra a oggi, le immagini in movimento hanno dato conto di una serie di passaggi storici contribuendo a costruirne il significato in una connessione ineludibile tra passato e presente.



martedì 18 aprile 2023

RECENSIONI. ULTIMO FILM DI NANNI MORETTI. MARCHESI T., Nanni Moretti non è più in minoranza. È tutti noi, DOMANI, 18.04.2023

 Diceva Nanni Moretti in Caro diario che anche in una società più decente si sarebbe sempre trovato a suo agio e d’accordo sempre con una minoranza. Mi duole dirgli che ha sbagliato pronostico.



lunedì 10 aprile 2023

PSICOANALISI E CINEMA. DE MARI M., "C'era una volta in America"… Un lungo sogno alla ricerca del tempo perduto. CENTRO VENETO DI PSICOANALISI,

 Psicoanalisi e cinema sono due discipline che, per nascita anagrafica, possiamo considerare sorelle: nel 1895 viene pubblicato il primo libro di Freud, “Psicoanalisi dell’isteria”, lo stesso anno in cui, a Parigi, i fratelli Lumière proiettano “L’arrivée du train a la Gare de Lyon”, capostipite della moderna cinematografia, segnando in modo clamoroso e spettacolare l’avvento di questa nuova, rivoluzionaria arte.



RECENSIONI. BABYLON. JONES E., Babylon è così brutto da far venire il mal di testa, JACOBIN, 21.01.23

 Babylon, l’ultimo film del regista Damien Chazelle (First man, La la land, Whiplash), mi ha disgustata a tal punto che, quando dopo tre ore e otto minuti ha finalmente smesso di prendere d’assalto i miei sensi, non sono riuscita a uscire subito dal cinema.



giovedì 30 marzo 2023

VELTRONI REGISTA. TURRINI D., Quando, il film di Walter Veltroni è un estenuante e spompato Goodbye Lenin, IL FATTO, 30.03.2023

 Se volete flagellarvi di cinematografico cilicio, Quando di Walter Veltroni fa al caso vostro. Nostalgici mai domi degli anni pesti dell’Ulivo, dei falsi tentennamenti tra massimalismo e riformismo (tutta scena, riformismo neoliberista a manetta), ma soprattutto di un cinema spompo, esangue, in auto dissolvenza (e distruzione) perenne, ecco è la vostra ora. La storia è nota, anche perché ci aveva pensato pressappoco e senza l’enfasi paravento del solito Berlinguer (morto) il tedesco Wolfgang Becker nel 2003 con Goodbye Lenin. Giovanni (Neri Marcorè) partecipa da 18enne ai funerali del segretario del PCI nel giugno del 1984, ma gli finisce un’asta di una bandiera sul cranio, stramazza al suolo, e rimane in coma per 31 anni. Al risveglio miracoloso Giovanni si ritrova senza diploma di maturità, con un vuoto storico temporale sconcertante, con la moglie che si è sposata con il suo compagno di liceo e una figlia ormai adulta, ma soprattutto accompagnato nel recupero sensoriale e storico da un’affezionata suorina (Valeria Solarino).



domenica 26 marzo 2023

RECENSIONI. SICCITA' DI PAOLO VIRZI'. SPASIANO, Roma città deserta, dove l’umanità sta dietro le sbarre, IL DUBBIO, 14.09.2022

 Nessuno si immagina in catene, dentro una gabbia. Siamo abituati a pensare la nostra libertà come una condizione irrinunciabile. Ma che succede se la gabbia diventa più accogliente del mondo di fuori? L’ultimo film di Paolo Virzì, Siccità, parla anche di questo. Tra le righe, marginalmente, ma col coraggio di guardare le cose da una prospettiva diversa.



LA SCOMPARSA DI GODARD. SPASIANO F., Oh my Godard! Il cinema fino all’ultimo respiro..., IL DUBBIO, 13.09.2022

 Ma quale datato: Jean Luc Godard e il suo cinema venivano direttamente dal futuro, riparliamone fra qualche secolo e vediamo chi avrà avuto ragione! Noi non abbiamo fatto molto per meritarcelo il grande regista franco-svizzero, scomparso ieri a quasi 92 anni tramite suicidio volontario. Non perché fosse malato ma perché si sentiva semplicemente «sfinito». Lui che ci aveva indicato una strada diversa, sgrammaticata e luminosa, che ci aveva insegnato a trasgredire la norma estetica, a non fidarci mai della tecnica e del professionismo, della “bravura” e dello star system, che aveva fatto del cinema un campo di battaglia e un contro-potere in senso lato, una spina nel fianco della politica, delle accademie, delle industrie e soprattutto del linguaggio che ha destrutturato e fatto a pezzi in ogni modo possibile, al pari di Joyce nella letteratura e di Lacan nella psicoanalisi.