lunedì 1 gennaio 2024

CINEMA E PAESAGGIO ITALIANO. SAIBENE A., Dagli anni ’30 a oggi / Il paesaggio italiano al cinema, DOPPIOZERO, 25.09.2016

 Per ricostruire le trasformazioni del nostro paesaggio il cinema è uno strumento formidabile fino ad ora poco utilizzato. Ho preso in considerazione il cinema italiano dagli anni ’30 a oggi, conoscendo troppo poco il cinema muto che, secondo una vecchia classificazione, si divide tra gli eredi di Lumière, il cinema documentario, e di Méliès, il cinema fantastico, di invenzione. E in particolare mi riferisco al cinema di finzione, non al documentario, per la ragione principale che è uno specchio inconsapevole, quindi tanto più ricco di segni che entrano nell’inquadratura, della nostra società. Dal Romanticismo, quando cioè l’idea attuale di paesaggio arriva nella nostra Penisola, fino ai primi del Novecento, gli italiani hanno guardato al nostro paesaggio attraverso la storia dell’arte. Da Giotto fino alle piazze di De Chirico e alle periferie di Sironi, è stata la pittura a insegnarci a guardare le trasformazioni del nostro territorio. A un certo punto del Novecento il cinema sostituisce la pittura, anche perché questa vira verso l'astratto, seppur, come ha fatto qualcuno, accostare un taglio di Fontana a una foto aerea dell'Autosole che attraversa la pianura padana è certamente un esercizio stimolante.

venerdì 21 aprile 2023

CINEMA E RESISTENZA. NUGARA S., La lotta di Liberazione attraverso il racconto del cinema italiano, DOMANI, 21.04.2023

 Interrogarsi sul rapporto tra cinema e Resistenza in Italia significa esplorare le forme e i modi in cui, dal finire della guerra a oggi, le immagini in movimento hanno dato conto di una serie di passaggi storici contribuendo a costruirne il significato in una connessione ineludibile tra passato e presente.



martedì 18 aprile 2023

RECENSIONI. ULTIMO FILM DI NANNI MORETTI. MARCHESI T., Nanni Moretti non è più in minoranza. È tutti noi, DOMANI, 18.04.2023

 Diceva Nanni Moretti in Caro diario che anche in una società più decente si sarebbe sempre trovato a suo agio e d’accordo sempre con una minoranza. Mi duole dirgli che ha sbagliato pronostico.



lunedì 10 aprile 2023

PSICOANALISI E CINEMA. DE MARI M., "C'era una volta in America"… Un lungo sogno alla ricerca del tempo perduto. CENTRO VENETO DI PSICOANALISI,

 Psicoanalisi e cinema sono due discipline che, per nascita anagrafica, possiamo considerare sorelle: nel 1895 viene pubblicato il primo libro di Freud, “Psicoanalisi dell’isteria”, lo stesso anno in cui, a Parigi, i fratelli Lumière proiettano “L’arrivée du train a la Gare de Lyon”, capostipite della moderna cinematografia, segnando in modo clamoroso e spettacolare l’avvento di questa nuova, rivoluzionaria arte.



RECENSIONI. BABYLON. JONES E., Babylon è così brutto da far venire il mal di testa, JACOBIN, 21.01.23

 Babylon, l’ultimo film del regista Damien Chazelle (First man, La la land, Whiplash), mi ha disgustata a tal punto che, quando dopo tre ore e otto minuti ha finalmente smesso di prendere d’assalto i miei sensi, non sono riuscita a uscire subito dal cinema.



giovedì 30 marzo 2023

VELTRONI REGISTA. TURRINI D., Quando, il film di Walter Veltroni è un estenuante e spompato Goodbye Lenin, IL FATTO, 30.03.2023

 Se volete flagellarvi di cinematografico cilicio, Quando di Walter Veltroni fa al caso vostro. Nostalgici mai domi degli anni pesti dell’Ulivo, dei falsi tentennamenti tra massimalismo e riformismo (tutta scena, riformismo neoliberista a manetta), ma soprattutto di un cinema spompo, esangue, in auto dissolvenza (e distruzione) perenne, ecco è la vostra ora. La storia è nota, anche perché ci aveva pensato pressappoco e senza l’enfasi paravento del solito Berlinguer (morto) il tedesco Wolfgang Becker nel 2003 con Goodbye Lenin. Giovanni (Neri Marcorè) partecipa da 18enne ai funerali del segretario del PCI nel giugno del 1984, ma gli finisce un’asta di una bandiera sul cranio, stramazza al suolo, e rimane in coma per 31 anni. Al risveglio miracoloso Giovanni si ritrova senza diploma di maturità, con un vuoto storico temporale sconcertante, con la moglie che si è sposata con il suo compagno di liceo e una figlia ormai adulta, ma soprattutto accompagnato nel recupero sensoriale e storico da un’affezionata suorina (Valeria Solarino).



domenica 26 marzo 2023

RECENSIONI. SICCITA' DI PAOLO VIRZI'. SPASIANO, Roma città deserta, dove l’umanità sta dietro le sbarre, IL DUBBIO, 14.09.2022

 Nessuno si immagina in catene, dentro una gabbia. Siamo abituati a pensare la nostra libertà come una condizione irrinunciabile. Ma che succede se la gabbia diventa più accogliente del mondo di fuori? L’ultimo film di Paolo Virzì, Siccità, parla anche di questo. Tra le righe, marginalmente, ma col coraggio di guardare le cose da una prospettiva diversa.