giovedì 26 maggio 2022

CANNES 2022. L'ULTIMO FILM DI CRONENBERG. REDAZIONE, David Cronenberg: «Il corpo è la realtà, c’è sempre chi vuole controllarlo», IL MANIFESTO, 26 maggio 2022

 Nel 1983 ha concluso uno dei suoi film più iconici, «Videodrome», con questo dialogo: «Lunga vita alla nuova carne». Quasi quarant’anni dopo, sta tornando alla nuova carne. Perché? È una continuazione? È qualcosa di cui voleva parlare o ha visto l’evoluzione nel mondo reale di ciò che aveva annunciato?



È tutto casuale. Non è che io abbia un’agenda in cui discutere di qualcosa in particolare. Ogni film è un’entità separata, so che tra loro c’è un collegamento e che molte persone vedono cose in Crimes of the Future che erano in altri lavori come Videodrome ed Existence. Quando stavo scrivendo questa sceneggiatura, non stavo affatto pensando a quegli altri film. So però che ci saranno connessioni perché provengono dal mio stesso sistema nervoso. Quando lavoro con i Viggo, Lea, Kristen, Scott, guardo solo gli attori, anche se quando sono bravi non hanno gran bisogno di una regia secondo me.

giovedì 19 maggio 2022

CANNES 2022. ANCORA BELLOCCHIO SUL CASO MORO. A. COLOMBO, «Esterno notte», la logica del potere fu la vera colpevole, IL MANIFESTO, 19 maggio 2022

 Spiacerà a molti, anche se pochi lo confesseranno, la grandiosa ricostruzione dei 55 giorni più lunghi nella storia della Repubblica firmata da Marco Bellocchio: Esterno notte (evento fuori concorso), titolo in continuità contrapposta al Buongiorno Notte del 2003, lì la claustrofobia del carcere del popolo in via Montalcini nel quale fu rinchiuso il presidente della Dc, qui il vasto teatro popolato da quelli che stavano fuori. I politici e i brigatisti, i familiari del rapito e il Papa, i veri agenti segreti e il sottobosco grottesco degli infiltrati, degli informatori, dei beninformati. Quasi sei ore di film che nelle sale sono state divise in due parti – la prima è uscita ieri, la seconda il 9 giugno – e in tv, quando uscirà in autunno, in sei puntate.


Leggi anche M. BELPOLITI, L'UOVO AL TEGAMINO DI ALDO MORO, DOPPIOZERO, 9 GIUGNO 2022
Articolo di S. Limiti in IL FATTO, 10 LUGLIO 2022

lunedì 18 aprile 2022

SERIE TV. C. LANNA, Segreti nell'alta borghesia. In streaming c'è Anatomia di uno scandalo, IL GIORNALE, 16 aprile 2022

 Ancora grandi novità da non perdere sul catalogo italiano di Netflix. Dopo un mese di marzo con poche serie tv degne di nota, tranne per il fenomeno di Bridgerton, il fine settimana pasquale è stato inaugurato da una miniserie di ampio respiro che cattura il pubblico in un viaggio all’interno della politica e della borghesia britannica. Non è un racconto in costume, ma una storia ambienta in tempi moderni in cui si parla di potere, di amore, di tradimenti e di violenza sulle donne



Sei gli episodi da un’ora ciascuno per Anatomia di uno scandalo. Ispirato all’omonimo (e bellissimo) romanzo di Sarah Vaughan, la serie porta la firma del prolifico David E. Kelley che, di recente, ha realizzato per il piccolo schermo il fenomeno di Big Little Lies e lo straordinario The Undoing con Nicole Kidman.

lunedì 3 gennaio 2022

CINEMA E SOCIETA'. DON'T LOOK UP. L. ZAMPONI, La fine del mondo allo specchio, JACOBIN, 30 dicembre 2021

 

«Don't look up» riflette il dibattito sulla scienza di questi anni. Ma la lezione più importante riguarda il capitalismo e la sua presa mortale su media e politica: è questa la vera minaccia per l’umanità. Le reazioni di questi giorni gli danno ragione

«Un gigantesco meteorite sta per colpire la Terra, moriremo tutti, ma non frega niente a nessuno. Questa è la premessa. Gli scienziati sono sempre più arrabbiati e urlano in tv ‘Moriremo tutti!’. E su internet li odiano perché continuano a dire questa cosa. E poi alla fine un’azienda scopre che il meteorite ha dei minerali di valore al suo interno. E allora vogliono che davvero colpisca la Terra!».



domenica 10 ottobre 2021

RECENSIONE 'FAVOLACCE' 2020. G. FOFI, Favolacce mette il dito nella piaga, INTERNAZIONALE, 23 maggio 2020

 Due giovani gemelli romani, Damiano e Fabio D’Innocenzo, hanno esordito alla regia nel 2018 con La terra dell’abbastanza. Film stupendo per l’originalità dello sguardo, per il talento e per il coraggio con cui i due fratelli affrontavano un ambiente poco raccontato come quello di una piccolissima borghesia romana (italiana) di oggi. In una periferia non miserabile, due giovani si fanno delinquenti perché succubi degli ideali di arricchimento, ma anche per gusto adolescenziale dell’avventura e del rischio. Reagiscono a un contesto grigio che non offre prospettive che non siano di arrivismo economico e narcisistico. I D’Innocenzo, coetanei dei loro protagonisti, mostravano di sapere bene come ragionassero quei giovani e di quali miti (di quale sotterranea sfiducia e disperazione) si facessero portatori e interpreti, protagonisti.

A CHIARA. TERZO FILM DI J. CARPIGNANO. INTERVISTA AL REGISTA. E. BIGI, Jonas Carpignano: «A Chiara, il mio sguardo intimo sulla 'Ndrangheta», VANITY FAIR, 7 ottobre 2021

 

«A Chiara» di Jonas Carpignano, dopo essere stato selezionato al Festival di Cannes, arriva nelle sale il 7 ottobre. È lo sguardo di una ragazza innocente sulla mafia. La nostra intervista e una clip in anteprima del film