Claudine Auger quando appariva era festa. La portava con sé, con la sua profonda voce di gola, la sua risata, il suo passo avventuriero, la faceva per gli amici, non solo con la presenza, ma con l’idea che aveva portato in regalo. Ti trascinava via con sé, o trasformava l’ambiente in cui ti trovavi. Era la sua specialità. Ti faceva sentire la sua presenza, come se la tua fosse il vero regalo.
"I think I like the image of life better than life because I don't think real life is as satisfying as film." — François Truffaut
lunedì 30 dicembre 2019
CINEMA E MONDO DEL LAVORO. KEN LOACH. C. PICCINO, «Sorry We Missed You», i sentimenti al tempo del precariato, IL MANIFESTO, 27 dicembre 2019
Sorry We Missed You è il messaggio che i corrieri lasciano quando arrivano, suonano e non c’è nessuno: «Ci spiace, non ti abbiamo trovato» – o meglio «Ti abbiamo mancato» quasi che il destinatario della consegna fosse un target, un bersaglio, lo score di quella gara a cui sono costretti infinite volte al giorno nell’era del commercio digitale coloro che arrivano alla sua porta. Sono anonimi, come i riders che portano la pizza o le cene indiane e giapponesi sfrecciando a velocità folle sulle bici, una sfida mortale, per accumulare corse, perciò guadagno ma soprattutto «punteggio»: essere in alto, tra i primi sulle tabelle di marcia, non «bucare» il planning a costo di ammazzarsi.
martedì 5 novembre 2019
CINEMA E SOCIETA' ITALIANA. TERRA DI MEZZO. M. GARRONE, TFF 30 novembre 2012
Gianni Amelio e Matteo Garrone parlano di TERRA DI MEZZO (1996) e di cinema
domenica 27 ottobre 2019
HITCHCOCK IN UN SAGGIO DI G. VITIELLO. F. BAUCIA, Psycho, morte e rinascita nel motel, IL MANIFESTO, 27 ottobre 2019
C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui al cinema d’autore era rivolto «un culto esigente e minuzioso». Un tempo in cui si poteva facilmente transitare dalla realtà ordinaria a un altrove extramondano solo varcando la soglia di quel tempio laico che era la sala di un cineclub. «E cos’altro vediamo al cinema, cos’altro ci mostra un film, fosse anche il più stupido e insignificante dei film, se non l’aldilà?».
mercoledì 23 ottobre 2019
CINEMA E CRITICA DELLA MODERNITA'. M. PEZZELLA, LE PAROLE E LE COSE, 17 febbraio 2016
Il rapporto tra cinema e filosofia è stato spesso frainteso e mal trattato: talvolta i film servono a puri pretesti di teorie sovraimposte (e avremo allora l’improbabile sfilata di film “aristotelici”, “heideggeriani” e quant’altro); oppure il critico presta fede agli enunciati ideologici delle sceneggiature, che non sempre – anche in casi illustri – rendono un buon servigio al regista apprendista filosofo (basti ricordare la recente e inverosimile involuzione di ex-grandi come T. Malick).
ANCORA SU JOKER. A. TRICOMI, Maschere del populismo, LE PAROLE E LE COSE, 21 OTTOBRE 2019
A ben vedere, già l’ambiguità sociale, ancor più che morale, del Batman rimodulato da Nolan si rivelava anche l’esito dell’estrazione di classe del personaggio. Specie nel primo episodio della trilogia sull’uomo pipistrello realizzata dal cineasta inglese, notavamo infatti una Gotham City, e dunque – fuor di metafora – una New York e un Occidente intero, scivolati sull’orlo del baratro per due ragioni sì diverse e, tuttavia, complementari. Perché minacciati, è vero, da uno spietato nemico esterno. Ed è forse superfluo ricordare che Batman Begins intendeva anche proporsi quale implicita, e comunque partigiana, riflessione sul clima da “guerra dei mondi” generatosi, negli Stati Uniti come in Europa, all’indomani dell’11 settembre 2001. Noi occidentali, compiutamente moderni e democratici, da un lato; i musulmani, fanaticamente medievali e assassini, dall’altro: questo allora postulava, né manca oggi di ribadire, un’incresciosa retorica pubblica affermatasi sia nel vecchio sia nel nuovo continente. E però, se il film di Nolan le immaginava a un passo dalla catastrofe, è in primo luogo perché riteneva le nostre società governate da clan, sempre meno nutriti, di spregiudicati capitalisti abili a consacrare, quale sola legge in esse vigente, quella del mero profitto. Una legge per di più reputata universale da simili schiere di eletti e quindi da loro parimenti imposta a tutte le civiltà altre, in tal modo ridotte alla mercé dell’Occidente.
venerdì 11 ottobre 2019
CINEMA E SOCIETA' AMERICANA. JOKER. S. PRIARONE, Joker, il revisionismo supereroistico arriva al cinema, LA STAMPA, 11 ottobre 2019
«Gotham City… Forse è tutto quello che merito ormai. Forse è solo il mio inferno». Lo pensa il giovane tenente James Gordon quando arriva nella città in «Batman Year One» di Frank Miller (testi) e David Mazzucchelli (disegni), saga del 1986 che riscrive le origini di Batman. Troviamo un Bruce Wayne ventenne agli inizi della sua carriera da giustiziere mascherato e la nascita della sua amicizia con Gordon, futuro Commissario, fra i pochi poliziotti non corrotti della città.
Immagine tratta dal sito de LA STAMPA
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