Nella parola "caleidoscopio" troviamo tre parole: "bello", "forma" e "sguardo". Abbiamo tutti guardato attraverso questo oggetto curioso il comporsi, sul suo fondo, di tutte quelle innumerevoli forme colorate che la rotazione del tubo originava. Un gioco di riflessi infinito capace di generare arabeschi, composizioni astratte, simmetrie colorate.
"Fino alla fine del mondo" (W. Wenders, 1991)
Sopra Bertolucci, sotto Maselli in "Moravia off"




