giovedì 9 gennaio 2020

GIANNI AMELIO E IL FILM SU CRAXI. P. ARMOCIDA, Il racconto lucido di una vita a pezzi tra flashback e la "villa-prigione", IL GIORNALE, 9 gennaio 2020

«Il presidente bambino», «il figlio del presidente», «la moglie del presidente», «l'amante» e così via.

CINEMA E POLITICA. GIANNI AMELIO E IL FILM SU CRAXI. C. PICCINO, Il Presidente fra i fantasmi di un tempo estinto, IL MANIFESTO, 9 gennaio 2020

Nei confronti di Craxi, ha raccontato Gianni Amelio in questi giorni, lui non ha mai avuto simpatia, anzi la sua «prepotenza» e il suo «presenzialismo» esibiti quando era al potere lo infastidivano persino. Poi sono arrivati i giorni di Tangentopoli, le inchieste del pool di Mani Pulite, all’alba degli anni Novanta, i processi che smontano il sistema politico italiano fino allora al potere di cui il leader del partito socialista è subito uno dei principali imputati.

CINEMA E POLITICA. GIANNI AMELIO E IL FILM SU CRAXI. P.L. BATTISTA, Craxi, no alla memoria distorta: recuperiamo la cultura riformista, CORRIERE.IT, 9 gennaio 2020

Questo articolo è stato pubblicato su «la Lettura» #418 del 1° dicembre 2019
Un film di un grande del cinema italiano, Hammamet di Gianni Amelio, e il ventesimo anniversario, che sarà celebrato proprio ad Hammamet, della morte del leader del Partito socialista possono finalmente mettere fine alla leggenda nera che ancora oggi circonda la vicenda storica, politica e umana di Bettino Craxi. Per smettere di appiattirla e svilirla come mera vicenda giudiziaria, addirittura come fatto criminale: una losca storia di guardie e ladri, la demonizzazione di una memoria che distorce ciò che il craxismo è stato nelle vicissitudini della sinistra italiana di cui Craxi, invece messo al bando simbolicamente come se fosse un Al Capone travestito da leader politico, ha avuto per quasi vent’anni un ruolo centrale.

lunedì 6 gennaio 2020

INTERVISTA CON M. GARRONE. F. DAVI, INCONTRO CON MATTEO GARRONE, NONSOLOCINEMA, 11 novembre 2004

Il regista Matteo Garrone si racconta al pubblico, dopo la proiezione de "L'imbalsamatore"
La formazione
“La fotografia, il teatro e la pittura costituiscono la mia formazione: mio padre è un critico teatrale, mia madre una fotografa ed io ho frequentato il liceo artistico. Dopo il diploma ho lavorato per qualche anno come aiuto operatore con Marco Onorato (che resterà al suo fianco in tutti i suoi lavori, NdR).

INTERVISTA CON M. GARRONE. N. MIRENZI, "Viviamo in un Nuovo Medioevo". Intervista a Matteo Garrone, HUFFPOST, 27 maggio 2018

Il tempo è stato suo complice: "Avevo in mente questo film da dodici anni. Quando ho finalmente deciso di farlo, l'ho finito in sei settimane, due prima del previsto, quasi di getto. L'ho girato con la precisione maturata attraverso Il Racconto dei racconti e, allo stesso tempo, con la libertà che sentivo nei miei primi film". 

lunedì 30 dicembre 2019

RICORDI. LA MORTE DI C. AUGER. G. BOMPIANI, Claudine Auger, l’immagine leggera della giovinezza, IL MANIFESTO, 27 dicembre 2019

Claudine Auger quando appariva era festa. La portava con sé, con la sua profonda voce di gola, la sua risata, il suo passo avventuriero, la faceva per gli amici, non solo con la presenza, ma con l’idea che aveva portato in regalo. Ti trascinava via con sé, o trasformava l’ambiente in cui ti trovavi. Era la sua specialità. Ti faceva sentire la sua presenza, come se la tua fosse il vero regalo.

CINEMA E MONDO DEL LAVORO. KEN LOACH. C. PICCINO, «Sorry We Missed You», i sentimenti al tempo del precariato, IL MANIFESTO, 27 dicembre 2019

Sorry We Missed You è il messaggio che i corrieri lasciano quando arrivano, suonano e non c’è nessuno: «Ci spiace, non ti abbiamo trovato» – o meglio «Ti abbiamo mancato» quasi che il destinatario della consegna fosse un target, un bersaglio, lo score di quella gara a cui sono costretti infinite volte al giorno nell’era del commercio digitale coloro che arrivano alla sua porta. Sono anonimi, come i riders che portano la pizza o le cene indiane e giapponesi sfrecciando a velocità folle sulle bici, una sfida mortale, per accumulare corse, perciò guadagno ma soprattutto «punteggio»: essere in alto, tra i primi sulle tabelle di marcia, non «bucare» il planning a costo di ammazzarsi.