"I think I like the image of life better than life because I don't think real life is as satisfying as film." — François Truffaut
venerdì 27 luglio 2018
lunedì 23 luglio 2018
APPUNTI SU ANTONIONI. di M. FAGOTTO F.
Nei primi film, da "La signora senza camelie" a "Deserto rosso", il tentativo di A. sembra essere quello di allargare gli orizzonti di una società e di una mentalità costrette a restare all'interno di margini ristretti e limitati.
VEDI ANCHE: https://davidnilsenwriter.com/2015/04/03/zabriskie-point-1970/
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giovedì 12 luglio 2018
CINEMA E STORIA. 1945. UN FILM UNGHERESE DI F. TOROK AL FESTIVAL DI SPOLETO. INTERVISTA CON IL REGISTA. DA 'TAXIDRIVERS.IT'
Il contesto della storia e
alcuni dettagli formali, come per esempio l’uso del bianco e nero per non dire
dell’ambientazione rurale, mi hanno ricordato Il nastro bianco di Haneke. Con una differenza: lì al
centro della scena c’erano le radici del male, qui le sue conseguenze. È un
film che hai visto e che in qualche modo ti ha ispirato?
Sì, ho amato il film di Haneke, così come Ida di Paweł Pawlikowski. Il genere storico in
bianco e nero, austriaco e polacco, è stato di grande ispirazione per me.
Girare in bianco e nero non è facile, ma questo era il tipo di luce e lo stile
che cercavo quando ho scritto la sceneggiatura e preparato le riprese.
martedì 10 luglio 2018
LA MORTE DI CARLO VANZINA. M. GIUSTI, Quel grande amore per la commedia, IL MANIFESTO, 10 luglio 2018
Con la scomparsa di Carlo Vanzina, che se ne è andato nella sua Roma a 68 anni, perdiamo molto di più del cantore dei Parioli, delle vacanze a Cortina, delle estati a Castiglioncello, dei mantecati de mamma, de sta papaja me se rinfaccia, delle finte bionde, degli yuppies, della viuuulenza dei terruncielli milanesi al ciento per ciento.
Perché Carlo, la metà esatta dei fratelli Vanzina, che non era solo un marchio di fabbrica di tutto un certo cinema, e che comunque ha firmato, sia col fratello Enrico come sceneggiatore sia come regista, la bellezza di 66 film, da Luna di miele in tre al recente Caccia al tesoro, remake di Operazione San Gennaro di Dino Risi, era tutto ciò che rimaneva della nostra grande commedia all’italiana degli anni ’50 e ’60.
Perché Carlo, la metà esatta dei fratelli Vanzina, che non era solo un marchio di fabbrica di tutto un certo cinema, e che comunque ha firmato, sia col fratello Enrico come sceneggiatore sia come regista, la bellezza di 66 film, da Luna di miele in tre al recente Caccia al tesoro, remake di Operazione San Gennaro di Dino Risi, era tutto ciò che rimaneva della nostra grande commedia all’italiana degli anni ’50 e ’60.
domenica 8 luglio 2018
MORAVIA AL CALEIDOSCOPIO. RECENSIONE A "MORAVIA OFF" di LUCA LANCISE. M. FAGOTTO, 8 luglio 2018
Nella parola "caleidoscopio" troviamo tre parole: "bello", "forma" e "sguardo". Abbiamo tutti guardato attraverso questo oggetto curioso il comporsi, sul suo fondo, di tutte quelle innumerevoli forme colorate che la rotazione del tubo originava. Un gioco di riflessi infinito capace di generare arabeschi, composizioni astratte, simmetrie colorate.
"Fino alla fine del mondo" (W. Wenders, 1991)
Sopra Bertolucci, sotto Maselli in "Moravia off"
martedì 26 giugno 2018
RECENSIONE. AL MASSIMO RIBASSO. G. FERRARA, Quando il liberismo è il principio regolatore del mondo, IL MANIFESTO, 26 giugno 2018
È come il chiodo che unisce due assi Al Massimo Ribasso, il film di Riccardo Iacopino presentato oggi al Festival del Cinema della cooperazione sociale, tra gli eventi della XXIV edizione dell’Isola del Cinema. L’iniziativa abita l’isola Tiberina con la programmazione di eventi-tassello tra le diverse arti che confluiscono nel cinema, proprio come i rami di un fiume che questo scoglio nel Tevere fende: i diversi percorsi esplorati si uniscono con il proprio corredo di visioni ed esperienze. E in questa isola irrompe un festival che mette sotto i riflettori il mondo della cooperazione, cui una società sbranata dal neoliberismo affida sempre più spesso l’ultimo scampolo di un pensiero sulla interconnessione tra le persone, tra le persone e l’ambiente, tra le persone e il mondo come dovrebbe essere.
lunedì 11 giugno 2018
RECENSIONE LAZZARO FELICE. F. FERZETTI, Lazzaro felice, una favola lieve e straziante, l'espresso, 8 GIUGNO 2018
n ragazzo di campagna, troppo buono per stare al mondo, muore, risorge e scopre che il mondo è cambiato. Non necessariamente in meglio. Il terzo film della dotatissima Alice Rohrwacher condensa la tragedia dell’Italia moderna, ovvero modernizzata, in una fiaba lieve e straziante che rimescola con libertà poetica, umorismo e immagini sempre calde di stupore, le fonti più diverse.
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