sabato 28 gennaio 2023

RESTAURATO IL FILM DI C. AKERMAN. PICCINO C., «Jeanne Dielman», una donna nell’invisibile lessico domestico, IL MANIFESTO, 26.01.2023

 Lo scorso dicembre la rivista inglese «Sight and Sound» ha annunciato il risultato del sondaggio che ogni dieci anni lancia tra critiche, critici, e ora programmer internazionali chiedendo una classifica dei «migliori film di tutti i tempi». L’impresa è in un certo senso impossibile – come decretare infatti nell’assoluto una «classifica» di opere d’arte, fuori cioè dalla soggettività di ciascuno? – ma nei suoi esiti è interessante per cogliere le tendenze delle diverse generazioni di sguardi. Al primo posto – superando classici quali Vertigo di Hitchcock o Citizen Kane di Welles – si è imposto Jeanne Dielman, 23, quai du Commerce, 1080 Bruxelles, il magnifico film che presentato alla Quinzaine di Cannes nel 1975 affermò il talento della sua regista, Chantal Akerman, allora venticinquenne, rifondando un certo paradigma della visione.




sabato 17 dicembre 2022

IL CASO PASOLINI E LA COMMISSIONE ANTIMAFIA. CAPITTA G., «Salò» e l’ombra oscura della banda della Magliana, IL MANIFESTO, 17.12.2022

 Il centenario di Pier Paolo Pasolini, che anche in troppi si arrabattano a celebrare, si arricchisce di un altro ulteriore «regalo» dell’ipotetico compleanno. Ovvero la rivelazione del fatto che quella notte fatale all’Idroscalo di Ostia il poeta e regista si fosse recato per ottenere, con qualche tipo di scambio, dei brani di pellicola del film che andava preparando, e che avremmo visto solo dopo la sua uccisione, ovvero Salò e le 120 giornate di Sodoma



Un pezzo della pellicola che era stata già girata e lavorata, e che era sparita qualche giorno prima in un misterioso furto dagli stabilimenti di Cinecittà. Potrebbe suonare come un’abile ennesima montatura, ma ad affermarlo è una fonte stavolta insospettabile, la Commissione Antimafia. La voce arrivata ieri dice addirittura che nella «gestione» dell’affare, fosse operante la Banda della Magliana, che per altro proprio in questi giorni è appena tornata sui giornali con l’ipotesi di aver gestito (pochi anni dopo l’uccisione del poeta) il rapimento e la sparizione di Emanuela Orlandi e dell’altra ragazza legata al Vaticano e scomparsa, ma in quel caso rispondendo a un onnipotente monsignore vaticano già noto per il suo «interventismo».

WERNER HERZOG L'IRREGOLARE DEL CINEMA TEDESCO. SPAGNOLETTI G., Herzog, il fuoco creativo del vulcano, IL MANIFESTO, 17.12.2022

 Classe 1942, Werner Stipetic in arte Werner Herzog ha compiuto 80 anni, così come i suoi più anziani colleghi e fondatori del Nuovo Cinema Tedesco, Alexander Kluge e Edgar Reitz, che, invece, essendo entrambi del ‘32 ne hanno compiuti ben novanta. In particolare Herzog è ancora in piena forma e attività: solo quest’anno ha pubblicato, al pari del collega Edgar Reitz, una autobiografia, Jeder für sich und Gott gegen: Erinnerungen («Ognuno per sé e Dio contro tutti: Memorie»), parafrasando uno dei suoi film più famosi che in italiano si intitola invece L’enigma di Kaspar Hauser; si è sottoposto alla insidiosa tagliola di un documentario sulla sua opera e personalità: Werner Herzog – Radical Dreamer per la regia di Thomas von Steinaecker (presentato allo scorso Festival dei Popoli di Firenze); e last but not least ha girato lui stesso un meraviglioso doc su una delle sue ossessioni ricorrenti, quella della vulcanologia: The Fire Within – A Requiem for Katia and Maurice Krafft, appena passato in anteprima italiana al Torino F.F.



giovedì 15 dicembre 2022

COLONNE SONORE. LA SCOMPARSA DI A. BADALAMENTI. ERCOLE F., Angelo Badalamenti, maestro del suono tra musica e psiche, IL MANIFESTO, 14.12.22

 Immagini che si confondono con i suoni, panorami dentro o sopra altri panorami laddove i sensi sembrano invertirsi, la vista con l’udito e viceversa in un contrappunto mutevole tra visioni e armonie. Maestro nell’invenzione di mondi del suono che collidono con quelli della psiche e della superficie, Angelo Badalamenti, il musicista e compositore nato a New York nel 1937, è morto domenica a Lincoln Park in New Jersey, un autore di melodie mutevoli, dagli innumerevoli stili difformi, che ha scritto alcune tra le colonne sonore cinematografiche più ispirate e complesse degli ultimi decenni; sconfinando inoltre persino nel videogioco proprio nel momento in cui questo più tendeva esplicitamente a trasformarsi in un cinema venturo, ovvero Fahrenheit (2005) di David Cage, dove le musiche originali dell’artista di origini italiane si proiettano con naturalezza nelle canzoni di Nina Simone o Ben E. King.



venerdì 18 novembre 2022

CINEMA E STORIA. ESTERNO NOTTE E IL CONTESTO POLITICO. ROMOLI D. Esterno notte, perché senza il contesto politico l’uccisione di Moro è pura metafisica, IL RIFORMISTA, 18 novembre 2022

 È stupefacente come quasi tutte le innumerevoli ricostruzioni del delitto Moro astraggano dal contesto politico ed economico, nazionale e internazionale: limite a cui non sfugge del tutto neppure Esterno Notte di Bellocchio, che pure è uno dei tentativi più seri di ricostruire complessivamente quei 55 giorni. Il sequestro e l’uccisione del presidente della Dc appaiono come sospesi nel vuoto, oppure spiegati con una ricostruzione d’ordinanza, infondata e fiabesca: quella secondo cui il delitto mirava a impedire l’arrivo al governo del Pci berlingueriano. Manca sempre la percezione della drammaticità della situazione, il riflesso di una crisi che era la più grave nella storia della Repubblica anche prima della strage di via Fani e indipendentemente dalla tragedia dei 55 giorni.

giovedì 17 novembre 2022

TEMI E TENDENZE NEI MEDIA. NOSTALGIA. ERCOLANI A., La nostalgia in tv: trionfa la ‘retromania’ perché non ci sono più utopie da sognare, IL FATTO, 15 novembre 2022

 La nostalgia è un tema tornato centrale nell’immaginario contemporaneo. Pensiamo solo a tre delle serie più importanti degli ultimi anni: in primo luogo, il trionfo mainstream di Stranger Things, serie ammiraglia dell’affermazione di Netflix, con il suo recupero idealizzante degli anni ‘80: ricordiamo una delle scene più famose scene di quel meraviglioso affresco degli anni ‘60 che Madmen (“la nostalgia è un sentimento delicato ma potente”); in maniera definitiva e geniale, il capolavoro Twin Peaks – The Return di David Lynch, che sembra rispondere con un urlo enigmatico alla grande mole di remake, reboot, rifacimenti che domina il mercato cinematografico mondiale.

mercoledì 16 novembre 2022

CINEMA E STORIA. UN FILM DI S. PASETTO. IL TIPOGRAFO. REDAZIONE, «Il Tipografo», Le torture della repubblica in un film di Stefano Pasetto, INSORGENZE, 5 ottobre 2022

 «Il Tipografo», il lungometraggio realizzato da Stefano Pasetto che racconta le torture praticate contro le persone arrestate per fatti di lotta armata tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80, in particolare la storia di Enrico Triaca arrestato il 1978 maggio 1978 perché gestiva una tipografia delle Brigate rosse, vince il premio Miglior Lungometraggio Italiano Visioni dal Mondo 2022 con la motivazione: «è un’opera molto interessante sia come testimonianza che come occasione di riflessione su un periodo complesso della nostra storia recente anche perché quanto accaduto viene presentato con una molteplicità di testimonianze non necessariamente univoche».



Una scelta coraggiosa quella della giuria che non ha avuto paura di porre all’attenzione pubblica un tema da sempre occultato, quello della tortura. Recentemente anche Sky ha messo in onda una docuserie di quattro puntate sul sequestro Dozier in cui si ricostruisce senza censure l’attività svolta tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80 da un apparato del Ministero dell’Interno specializzato nella pratica del waterboarding per estorcere dichiarazioni agli arrestati. Un segnale importante che si spera spinga a fare piena luce su quegli anni sfatando la narrazione ufficiale che racconta l’insorgenza politica e sociale di quel periodo sconfitta solo con gli strumenti dello Stato di diritto.